Sul sito ufficiale di Robin Gibb sono disponibili tante notizie ed anteprime sul “Titanic Requiem”, il lavoro al quale Robin e suo figlio Robin John hanno lavorato in questi mesi.
Nell'album, interamente suonato dalla Royal Philarmonic Orchestra, è presente anche una canzone cantata da Robin, “Don’t cry alone” , che è disponibile in anteprima integrale su:
Seguirà breve un comunicato stampa.
La tracklist dell’album:
- Triumph (Ship Building)
- Farewell (The Immigrant Song)
- Maiden Voyage
- New York Suite in C Major
- Sub Astris (Under The Stars)
- Kyrie
- SOS (Tract)
- Distress (Confutatis)
- Salvation (Gradual)
- Reflections
- Daybreak
- Christmas Day
- Libera Me
- Don’t Cry Alone (cantata da Robin Gibb)
- In Paradisum (Awakening)
Fonte: www.robingibb.com
Barry e Robin Gibb si sono ritrovati insieme in questi giorni a casa di quest'ultimo, in occasione di una visita a sorpresa.
Barry era accompagnato dalla moglie Linda, e a quanto il buon Robin dice nel suo blog, c'erano anche David English e Dick Ashby.
Robin, che nelle settimane scorse ha messo un pò tutti in apprensione a causa delle sue pessime condizioni di salute, si è dichiarato felice e "tonificato" da questa graditissima visita, che a quanto pare è stata anche l'occasione per i due fratelli di parlare di nuovo di nuovi progetti.
Nello stesso post Robin evidenzia anche che i figli Spencer e Melissa gli sono vicini in questo momento, molto problematico per la sua salute.
(Fonte: robingibb.com)
Il 23 ottobre è stato pubblicato il singolo "I've gotta get a message to you", cover del brano originariamente inciso dai Bee Gees nel 1968, che raggiunse la vetta della classifica inglese.
Il singolo, inciso da Robin Gibb insieme ai Soldiers, gruppo inglese formato da tre componenti, tutti appartenenti alle forze armate britanniche, è stato inciso per supportare il progetto di beneficienza "Poppy appeal", che ogni anno raccoglie fondi in favore delle famiglie delle vittime di tutte le guerre che hanno coinvolto le forze armate del Regno Unito.
Il brano, nel quale Robin canta molte parti, è pubblicato come singolo, ed è disponibile su Amazon UK (vedi dettagli).
(fonte: robingibb.com)
In questi giorni esce (anche in USA) "In Concert With The Danish National Concert Orchestra", un DVD che testimonia il concerto di Robin Gibb nella splendido castello di Ledreborg, in Danimarca, nell'agosto del 2009.
Il DVD, di ottima qualità (sia video che audio), è disponibile su Amazon UK (vedi dettagli)
Ecco la playlist del concerto, che contiene anche l'inedito "Alan Freeman days".
1) More Than A Woman 2) I've Gotta Get A Message To You 3) I Started A Joke 4) How Deep Is Your Love 5) Alan Freeman Days 6) Saved By The Bell 7) Massachusetts 8) To Love Somebody 9) You Win Again 10) Islands In The Stream 11) New York Mining Disaster 1941 - 12) Night Fever 13) Juliet 14) You Should Be Dancing 15) Jive Talkin' 16) Tragedy 17) Stayin' Alive
E' finalmente disponibile nel sito ufficiale di Barry Gibb la versione integrale di All in your name, la canzone realizzata da Barry Gibb e Micheal Jackson nel dicembre del 2002, incisa dai due artisti a Miami (Middle Ear Studios).
La splendida canzone è disponibile mediante download a pagamento dal negozio virtuale di barrygibb.com:
All in your name - Barry Gibb feat. Micheal Jackson
Esiste anche materiale video (circa due ore di riprese), relativo alle sessioni della realizzazione e registrazione del pezzo. Le riprese, principalmente realizzate ai Middle Ear studios di Miami, sono a cura di Ashley Gibb, uno dei figli di Barry, autore delle due brevi clip pubblicate nei mesi precedenti sul sito di Barry, che avevano anticipato la pubblicazione integrale di "All in your name".
Contrariamente alle indiscrezioni dei mesi precedenti, non è ancora noto se la canzone verrà o meno inserita in un eventuale nuovo progetto solista di Barry Gibb o in una ulteriore raccolta di inediti di Micheal Jackson.
Fonte : barrygibb.com
Robin Gibb è stato dimesso dall'ospedale di Oxford, dove era stato ricoverato d'urgenza domenica in seguito a forti dolori addominali. Adesso è a casa e starà a riposo. "sembra in piena ripresa ed è a casa a recuperare la forma", ha dichiarato un portavoce di Robin. Robin è stato costretto a rinviare il suo tour in Brasile, che prevedeva cinque concerti.
Fonte: Contactmusic.com
Robin Gibb Released From Hospital
Bee Gees star Robin Gibb has been released from hospital after he was admitted with abdominal pains on Sunday morning (03.04.11).
Robin Gibb is recuperating at home after being released from hospital. The 61-year-old Bee Gees star was taken ill on Sunday morning (03.04.11) with abdominal pains and was rushed to hospital to undergo tests but he has now returned to his house in Oxfordshire, England. A spokesman for the singer said: "He looks like he's making a full recovery and he is at home recuperating." Robin's hospitalisation meant he was forced to cancel a series of Brazilian concerts, including performances in Sao Paolo and Brasilia, as doctors warned him not to travel until they had fully diagnosed the problem. Last year, Robin underwent surgery for a blocked intestine - the same condition which led to the death of his twin brother and Bee Gees bandmate Maurice in 2003. Robin had experienced discomfort while performing in Belgium and his wife Dwina encouraged him to go to hospital for tests. Shortly after scans he was told to prepare for emergency surgery. He later recalled: "It was a shock. I'd been expecting to go home but instead I was told my intestine could burst at any time and I could be dead within half an hour." With the Bee Gees, which also included elder brother Barry, Robin has enjoyed five decades of chart hits including the group's '70s disco tracks such as 'Night Fever' and 'Stayin' Alive'.
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La coincidenza è davvero di quelle che è impossibile da non notare...
Oggi, 15 novembre 2010, dodicesimo compleanno di Bee Gees Italy, il sito italiano dedicato alla musica ed alla storia dei fratelli Gibb, inizia la distribuizione in Europa di due prodotti firmati Bee Gees, il cofanetto "Mythology" ed il DVD "In our own time".
Come già detto in precedenza, "Mythology" (la cui pubblicazione è stata posticipata di oltre un anno, essendo originariamente prevista per novembre 2009), è un cofanetto composto da 4 CD, ognuno dei quali è dedicato ad un Gibb (Barry, Robin, Maurice ed Andy).
"In our own time" è un DVD che ripercorre tutta la storia dei fratelli Gibb, e comprende un'intervista inedita a Maurice Gibb, realizzata pochissimo tempo prima della scomparsa, nel 2003. Il DVD comprende anche un'intervista inedita di Barry e Robin, che parlano anche di Andy e della sua tormentata vita e carriera.
"Mythology" and "In our own time" out today, on Bee Gees Italy 12th birthday...
It is quite impossible not to notice the coincidence...
Today, November 15, 2010, twelfth birthday of Bee Gees Italy, the Italian site dedicated to the music and the history of the brothers Gibb, in Europe two Bee Gees brand new items are released, the box "Mythology" and the DVD "In our own time ".
As mentioned earlier, "Mythology" (whose publication was delayed for over a year, as originally planned for November 2009), is a box set consisting of four CDs, each of which is dedicated to a Gibb (Barry, Robin, Maurice and Andy).
"In our own time" is a DVD that traces the history of the Brothers Gibb, and includes a previously unpublished interview with Maurice Gibb, made a short time before his death in 2003. The DVD also includes an unreleased interview with Barry and Robin, who speak of Andy and his troubled life and career.
Quando, con qualche minuto di ritardo la band di Robin Gibb inizia a suonare intonando una intro molto accattivante (che scopriremo si tratta di "Chain reaction", il successo che i Gibb scrissero per Diana Ross), ho subito la sensazione che stasera si vedrà un gran bel concerto al Black Box, la sala più grande dell'Heineken Music Hall di Amsterdam.
La sala (che contiene circa 5.000 posti a sedere) è quasi tutta piena, io mi trovo in prima fila, in una posizione devo ammettere abbastanza invidiabile, sia dal punto di vista dell'acustica che, indiscutibilmente, per vedere (e fotografare) Robin e la sua band. Robin entra qualche attimo dopo e la intro di cui si parlava si trasforma in "You win again", la prima canzone del concerto.
L'entusiasmo del pubblico è ovviamente alle stelle. Io mi trovo accanto (certo che la coincidenza è incredibile) giusto ad un fan italiano conosciuto su Facebook, con il quale, pur non avendolo ancora fisicamente incontrato, mi sono messaggiato fino a pochi istanti prima dell'inizio. Dall'altro lato c'è una simpatica fan olandese con il suo gruppo di amici. Poco prima del concerto ho avuto il piacere di incontrare tanti fan olandesi e tedeschi con i quali sono in contatto da tanti anni. L'atmosfera è di puro entusiasmo, e noto con immenso piacere che l'audience è anagraficamente abbastanza "variegata", in quanto sono presenti tanti ragazzi molto più giovani del vostro "attempato" redattore.
Già dall'intro e da "You win again" capisco che il concerto di stasera non somiglierà all'ultimo al quale ho assistito nel settembre del 2004. Infatti non c'è l'orchestra ed i suoni della band e dei coristi sono questa volta splendidamente puliti, asciutti e ben bilanciati con la voce di Robin. Inoltre si nota subito la piacevole natura rockeggiante, essenziale ma per nulla povera degli arrangiamenti e la bravura dei componenti della band: insomma ci sono tutti gli ingredienti per una bellissima serata di grande musica firmata dai fratelli Gibb.
Innegabile comunque, va detto subito a scanso di equivoci, non pensare all'assenza di Barry, visto peraltro che tutti sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza della playlist dello show sarà rappresentata dai grandi successi dai Bee Gees (è scritto pure sul biglietto: "An evening with the Bee Gees greatest hits"). Impossibile pertanto negare che la magia della serata potrebbe essere completa soltanto con tutti e tre i Gibb.
Ciò premesso, ci accorgeremo ben presto che l'ottimo Robin ci darà tantissime emozioni, perchè la sua voce è potente e bella come nei tempi migliori, e gli arrangiamenti delle canzoni le rendono splendidamente compatibili con le sue caratteristiche vocali. La cosa non era del tutto riuscito durante il Magnet tour del 2004, sebbene, come anche riportato da altri fan che (a differenza di chi vi scrive) videro più concerti, anche in quell'occasione, dopo un inizio del tour quasi negativo, con il passare dei concerti si andò tantissimo a migliorare. Personalmente ricordo di avere assistito, durante il concerto di Monaco a molti (quasi tutti a dire il vero) esempi di buona musica.
Inoltre si nota subito un'altra grande differenza rispetto a Monaco: Robin è di ottimo umore, scherza tra una canzone e l'altra, sorride e mostra una serenità sicuramente non messa in mostra nel concerto bavarese del settembre 2004. Avevo peraltro già piacevolmente osservato questo benessere nel corso dell'incontro pomeridiano con il Nostro, ed adesso questa sensazione diventa una certezza, che si rivelerà un altro ingrediente di successo della serata olandese.
Dopo il buon inizio di "You win again", accolta trionfalmente dal pubblico che è già caldissimo, si passa a "More than a woman", che Robin introduce definendola "una canzone da -quel- film". Chi come me è in prima fila riesce a distinguere chiaramente un sorriso (a metà tra il sarcastico e l'ironico) di Robin, e non sarà il solo, visto che accompagnerà tutte le presentazioni dei pezzi tratti da "Saturday Night Fever". Detto questo, anche grazie a quanto già detto su arrangiamenti, band e coristi, la versione proposta da Robin non è niente male, anzi!
Si passa ora ad un classico, "I started a Joke", che toglie ogni briciola di dubbio sull'ottimo stato della voce di Robin: ottima esecuzione, assolutamente in linea con quelle dei tempi migliori. Ed è la prima, meritatissima e lunga, standing ovation!
Ed ecco ora "Emotion", con i cori che ripropongono le atmosfere originali della versione portata al vertice delle classifiche da Samantha Sang. La versione di stasera è comunque ottima, niente a che vedere con alcune incertezze e sbavature notate a Monaco (forse dovute anche all'arrangiamento con l'orchestra).
Si passa ora ad "If I can't have you", che, proprio per trovare un pelo nell'uovo, è forse la canzone che provoca qualche difficoltà, specialmente perchè l'arrangiamento (molto rock), tende ad allontanare dai ricordi dei Tavares ed anche della versione dei Gibb stessi.
Ed ecco "Saved by the bell", seconda inevitabile standing ovation: impeccabile e grande resa vocale di Robin, con un arrangiamento piacevolmente essenziale.
"How deep is your love" inevitabilmente risente dei milioni di ascolti riferibili alla voce di Barry, ma Robin la propone con molto trasporto, accompagnato da una buona performance dei coristi.
La canzone che viene dopo era una delle più attese da chi vi scrive. Si tratta della bella "Alan Freeman days", l'unica canzone proposta da Robin tra quelle che dovrebbero fare parte del suo futuro (?) nuovo album solista. E' una grande performance vocale, uno dei momenti più ricchi di emozione della serata. Ripetitivo ma necessario l'elogio di band ed arrangiamenti.
Dopo l'ottima accoglienza da parte del pubblico per l'unico inedito, Robin presenta una canzone che definisce "molto attuale, visti i recenti avvenimenti". Si tratta di "New york mining disaster 1941", ed è chiaro il riferimento alla recente vicenda dei minatori cileni, intrappolati (per fortuna con un lieto fine) all'interno della loro miniera. Versione ovviamente ottima, vista la quasi naturale adattabilità della canzone alla voce ed ai tempi di Robin. Da notare che a Monaco (e la cosa non fu affatto spiacevole) "NYMD 1941" fu proposta con un arrangiamento "midtempo", ricco di chitarre e batteria. La versione di stasera è invece assolutamente in linea con quelle da sempre proposte durante i concerti dei Bee Gees.
Mentre si inizia a notare un crescente entusiasmo da parte del pubblico, con crescente assembramento sotto il palco che la security (forse sorpresa dal calore del pubblico) non riesce ad arginare, giunge il momento di "Heartbreaker", ed è uno dei migliori momenti del concerto, anche se con la canzone che segue (l'ottima "Massachussetts") è ancora standing ovation. La cosa si ripete subito dopo con "Gotta get a message to you". Adesso (senza retorica) è davvero un susseguirsi di emozioni, visto che Robin le canta davvero perfettamente. Ormai siamo tutti insieme e meno che meno si pensa a sedersi quando arriva "Night fever", con un arrangiamento coinvolgente anche se molto meno "disco" di quanto si aspetterebbero i die hard del periodo "helium" dei Gibb.
Arriva "Too much heaven", performance lievemente meno brillante ma sempre di ottimo livello, seguita da una grande e credibile versione di "To love somebody", che viene accolta da un lungo applauso.
Molti fan sono ormai proprio sotto il palco e stringono le mani a Robin, che apprezza e non rifiuta il contatto fisico, sotto l'occhio preoccupato dei tizi della security, che devono completamente soccombere dopo l'entusiastica reazione riservata ad "Islands in the stream", proposta da Robin & band in una versione molto simile a quella proposta dai Bee Gees nei concerti di fine anni 80 ed in seguito in quelli degli anni 90. E' uno dei picchi della serata, l'atmosfera è gioiosa, pure quando inizia una delle più tipiche canzoni usualmente cantate da Barry, "Words", della quale Robin propone un'altrettanto credibile ed emozionante versione.
Il pubblico apprezza tantissimo e nel frattempo si passa a "Woman in love" (proposta per ovvi motivi di "opportunità" con un'obbligatoria variazione di testo."- you are - a woman in love".), che sebbene è cantata abbastanza bene da Robin, peraltro con un sostanzioso accompagnamento "sing-along" del pubblico, risente (e non può essere diversamente) della potentissima associazione con la Streisand. Ma tutto passa quando si sentono le primissime note di "Juliet", cavallo di battaglia di Robin e da sempre momento di grande entusiasmo. Il pubblico regala a Robin un lunghissimo applauso e continua ad intonare il coro da stadio che caratterizza "Juliet", sperando in una reprise che tuttavia Robin e la band non concedono.
Tuttavia, nell'entusiasmo generale, si passa ad una rockettara "You should be dancing", uno dei momenti più particolari del concerto. A mio avviso la versione ascoltata, sebbene perda una parte del sapore disco della versione originale, si adatta molto di più a Robin, che infatti è assolutamente a suo agio. Ottima.
E qui il buon Robin (ovviamente pro-forma) ringrazia il pubblico di Amsterdam ed il pubblico "proveniente da qualsiasi altra parte" (ricordandosi forse della cosmopolita rappresentanza di fan provenienti da quattro diversi angoli del mondo che aveva incontrato soltanto due ore prima.)
E quindi siamo ai canonici bis. Nella bolgia più assoluta sotto il palco e un pò dappertutto nella hall, Robin inizia con "Jive talkin'" , e , dopo l'ennesimo contatto "sotto palco" prosegue con l'inevitabile "Stayin'alive". Per entrambe le canzoni valgono le considerazioni (positive) fatte per "You should be dancing".
L'ultima canzone dello splendido concerto è "Tragedy", ventitreesima canzone che, dopo quasi due ore, conclude degnamente l'esibizione di Robin, che onestamente non sembra a nove settimane di distanza da un intervento chirurgico "salva vita".
Nonostante le speranze di una parte del pubblico che lo vorrebbe di nuovo sul palco, stavolta è proprio finita. E' stata una bella serata, e ci siamo accorti tutti che le doti canore di Robin sono ancora intatte. Ci siamo accorti (credo che molti di noi tra il pubblico non ne avevamo bisogno) che il nostro amore per la musica dei Gibb non è dimunuito dopo tanti anni e tantissimi, indelebili ricordi.
Cedo alla retorica per definire l'emozione e l'entusiasmo coinvolgente che ho percepito all'Heineken music hall di Amsterdam una ennesima testimonianza della longevità e della unicità delle atmosfere magiche che le composizioni dei fratelli Gibb riescono ad offrire (per esempio nel mio caso) dopo oltre 35 anni di ascolti. Davvero mi auguro di rivivere ancora questi momenti, magari avendo la fortuna di ascoltare anche la voce di Barry Gibb.
Amsterdam, 22 ottobre 2010.
Mentre mi sto recando per incontrare Robin Gibb, lo intravedo nella splendida terrazza di un prestigioso albergo della capitale olandese.![]()
E’ pomeriggio inoltrato, fa quasi freddo, e lui è li, comodamente seduto a parlare con un anziano signore mentre un cameramen li riprende.
Lo guardo e nel frattempo rifletto sul fatto che è la quarta volta che avrò la fortuna di incontrarlo.
La prima volta fu a Londra, nel marzo del 2001, in occasione dell’esibizione dal vivo dei Bee Gees, che fu registrata per uno special BBC (Top of the Pops). In quell’occasione fu gentile, ma si percepiva in lui anche una chiara tensione. La seconda volta a New York, al Manhattan Center, un mese dopo, nell’aprile del 2001, ad un “meet and greet” che si svolse poco prima del concerto dei Bee Gees che fu immortalato nel DVD “Live by Request”. Robin era allegro e ciarliero, come del resto Barry e Maurice. La terza volta fu in Germania, a Monaco, nel settembre del 2004, prima del concerto in cui si esibì con la Neue Philharmonie Frankfurt Orchestra. Mi sembrò un pò a disagio, gentile come al solito ma sicuramente pensieroso.
Oggi pomeriggio ha un’aria serena, rilassata, sembra di ottimo umore. Non ha sicuramente l’aria di chi ha subito un serio intervento chirurgico soltanto nove settimane prima. Attendo il termine di questo suo incontro con ovvia trepidazione. Ci dicono che la cosa riguarda le attività di Robin a supporto del Bomber Command Memorial. Siamo seduti attorno ad un tavolino nella bellissima hall dell’albergo, non siamo molti: con me ci sono una fan che viene dagli USA, un’altra che viene dal Giappone ed una fan tedesca. L’atmosfera è molto calma, e finalmente il buon Robin saluta con molto affetto il suo interlocutore e si avvicina sorridente al nostro tavolo. Non pretendo che si ricordi il mio viso, ma sono già soddisfatto soltanto di notare che mi guarda con l’aria interrogativa porgendomi le due mani per salutarmi, e quando gli dico chi sono e da dove vengo mi bisbiglia qualcosa del tipo “ah si, mi pare di ricordare…” [ magari non è vero ma mi piace crederlo
]
Ci sediamo e lui inizia a parlarci. Non ci da il tempo di chiedergli come sta, ma è evidente che sta bene. E’ molto allegro, ha la battuta pronta, ridiamo più volte. Scherza su tutto, anche sul suo intervento chirurgico. “Magari non ci credete, ma io sto meglio di prima. Non ho nessun disturbo, non sto facendo nessuna cura e mi sento in perfetta forma. Pertanto consiglio a tutti di farsi operare…” Ridiamo, ma poi la sua espressione si fa seria quando ci racconta che gli fu detto chiaramente che era potenzialmente ad un’ora dalla morte, e non si riesce a dare pace. “Incredibile. Io avevo soltanto dei crampi allo stomaco. Quando voi avete crampi allo stomaco andate all’ospedale?…Comunque è andata così e per fortuna adesso sono qua con voi!”.
Poi gli fanno alcune domande sulle sue attività, ci dice che lunedì partirà per l’Australia e che è ovviamente molto contento di fare le date australiane ed in Nuova Zelanda. Resisto alla tentazione (ed anche gli altri lo fanno) di proporre la solita domanda sulle possibilità di una ripresa delle attività con Barry, anche perchè prima dell’incontro ci avevano chiesto di non essere troppo pressanti con le nostre richieste di informazioni e dettagli, stante che la situazione professionale di Robin, specialmente dopo le sue recenti vicissitudini di salute, è in fase di riconsiderazione. Tuttavia la cosa viene fuori, perchè parlando di attività di beneficienza, lui ci parla di “Too much heaven”. Si accalora. “Abbiamo interamente donato i proventi di questa canzone all’Unicef. Chiunque ne faccia una cover contribuisce alla raccolta dei fondi. Attualmente abbiamo raccolto 26 milioni di dollari. E lo abbiamo fatto molto prima di Sir Bob Geldof! Io e Paul Mc Cartney abbiamo inciso insieme una versione di “Too much heaven”. Si tratta di un duetto che doveva essere pubblicato già due anni fa”. Visto che si ferma, gli domando se verrà mai pubblicato, ed ecco che finalmente si parla di Barry. “Mi sono fermato perchè Barry voleva essere parte di quel progetto”. (N.D.R.: si trattava dell’album di tributo a Maurice, che includeva cover version di grandi successi dei Gibb proposte da star di livello assoluto). Continua con l’aria un pò pensierosa e mi dice: “Comunque io credo che prima o poi questo ed altri progetti saranno realizzati”. Con i fratelli Gibb, (chi li segue lo sa molto bene, purtroppo), spesso 2+2 non fa 4, ma dalla sua risposta mi convinco che ancora oggi il buon Robin spera ancora di lavorare con Barry.
Evitiamo qualsiasi domanda sul suo album solista (“50 St Catherine's Drive") di cui si parla da quasi due anni, e che è stato messo in stand-by in vista della ripresa delle attività con Barry. Tuttavia prima dell’incontro ci era stato detto che sono state incise ben sedici canzoni, tutte scritte da Robin, delle quali più della metà con il produttore Peter Vettese. Meno che meno gli chiediamo del presunto film con Spielberg e del progetto sul requiem del Titanic, anche se qualcosa lui ci accenna, dicendo che continuerà a lavorarci dopo le date australiane.
Poi Robin riprende il discorso sulle cover. “La cosa importante è che quando le ascolto devo potere dire: è la mia canzone. Ecco perchè vogliamo che ci sia chiesto il permesso di inciderle. Sono contento quando un artista, anche giovane, decide di incidere una mia canzone, ma non la deve stravolgere. Per esempio mi è piaciuta “Ghetto Superstar”. (N.D.R. : la versione rap di “Islands in the stream”).
Il discorso scivola poi inevitabilmente sui diritti d’autore. Si vede la passione e la forza con cui svolge la sua attività di presidente dell’associazione di autori CISAC (International Confederation of Societies of Authors and Composers). “I compositori del Regno Unito hanno una delle più basse percentuali di royalties in Europa, molto inferiori a quelle di artisti di altri paesi europei”. Si ferma, mi guarda e mi bisbiglia sorridendo: “Ad esempio di quelli italiani…”. “Se poi consideriamo tutti i downoads irregolari, capiamo quanto è importante la battaglia per difendere i diritti d’autore. Non è legale non pagare gli autori”.
Dopo la graditissima pausa per le foto di rito, ci fanno segno che Robin deve andarsi a riposare un pò prima del concerto, ma lui sembra non volersene andare. Si siede nuovamente con noi per firmare autografi e la conversazione continua. Decido in maniera inconsulta di mettermi la faccia tosta e, appoggiando la mano sulla sua spalla gli chiedo: “Robin, ma quando vieni a suonare in Italia? I fan italiani ti aspettano. L’Italia ama i Bee Gees!” Mi guarda aprendosi in un ampio sorriso e mi dice. “L’Italia è uno dei paesi che mi piace di più in assoluto. Davvero…” Sembra glissare mentre firma gli autografi ma io insisto, visto che peraltro gli avevo ricordato la mia provenienza siciliana. “Dai, vieni a suonare in Sicilia!”. Mi guarda e sorride. “La Sicilia. Si. Sono stato a Messina. Mi è piaciuta tantissimo.” Non si sbilancia, ma farfuglia qualcosa di simile ad un “vedremo”.
E’ arrivato il tempo di salutarsi, ci dice in un francese stentato. “Au revoir”. Io gli dico “E’ meglio Arrivederci”. Ride, lo ringraziamo e se ne sta per andare, ma mentre è già quasi lontano si ferma, si gira e mi dice ridendo: “Mi piace il cibo italiano”. Io rido e gli dico: “Appunto! Vieni a suonare in Italia…” Mi fa un cenno con la mano ed è già lontano quando lo sento dire ad alta voce, sempre rivolto verso di noi: (in uno stentatissimo italiano ) Arrivederci…Buona sera…Signori…”
Secondo il quotidiano inglese “Daily Mail”, facendo seguito a quanto da lui stesso aveva preannunciato in Germania ad agosto, Robin Gibb avrebbe confermato al “Mail” , ieri (domenica 17 ottobre), che Steven Spielberg realizzerà un film sulla vita dei Bee Gees, in quanto ritiene che la storia della vita dei Bee Gees sarebbe un grande successo al botteghino.
Robin avrebbe dichiarato: “Il film sarà realizzato da alcune persone molto importanti. Sarà la storia della nostra vita. Io e Barry saremo coinvolti dal punto di vista tecnico. Preferirei che fossero usate le nostre registrazioni originali, perchè è molto difficile imitarle…”
Link all’articolo del Daily Mail (in inglese)
Dopo la pubblicazione dell’articolo sopra citato, in tutti gli angoli del mondo, stante la popolarità dei nomi coinvolti nella presunta notizia riportata dal “Daily Mail”, si sono susseguite numerose reazioni, alcune delle quali incentrate sulla curiosità. Molti commenti sono stati alquanto scettici sulla veridictà della notizia, che allo stato attuale non è stata nè confermata nè smentita dagli interessati. La notizia, sebbene in breve, sarebbe stata data anche dall’autorevole trasmissione TV americana “Inside Edition”.
Nel frattempo le attività musicali di Robin non si fermano. In questi giorni sono stati confermati nel suo sito ufficiale altri concerti di cui si parlava da mesi, di cui uno a Beirut (Libano) ed uno a Lubiana (Slovenia). In questi giorni potrebbe arrivare anche la conferma ufficiale di un concerto che si terrebbe il prossimo 25 novembre ad Amman (Giordania). In arrivo anche le probabili conferme di alcune delle delle date sud-americane previste originariamente per dicembre. Sembra invece smentita la possibilità (ventilata in questi giorni da numerosi siti e radio americane) di un concerto negli USA.
Ecco le date confermate:
20.11.2010
Beirut (Libano) Biel Center![]()
22.11.2010
Lubiana (Slovenia), Center Stozice
(Fonte: robingibb.com)
“From ET to Bee Gees: Steven Spielberg to turn Gibb life story into a movie”
The story of the Bee Gees is to be made into a Hollywood movie by Steven Spielberg.
The Oscar-winning director of ET believes the group’s journey from unknowns in Manchester to worldwide fame will prove box-office gold.
British-born twins Maurice and Robin Gibb and their older brother Barry, 64, sold more than 200 million records. Maurice died suddenly in 2003 aged 53 but the two remaining brothers have recently said they will perform again.
Robin, 60, told The Mail on Sunday: ‘The movie is going to be done by some very important people. It will be our life story. Barry and I will be involved in the technical side.’
One of the challenges for Spielberg, 63, will be replicating the brothers’ distinctive three-part harmonies and Barry’s falsetto voice.
Robin said: ‘I’d like our original recordings to be used because it’s very hard to emulate them.’
The film will chart the brothers’ rise from child performers. They had their breakthrough in 1966 with Spics And Specs before hits including Jive Talkin’, How Deep Is Your Love and Stayin’ Alive.
(Source: dailymail.co.uk)
In the meantime robingibb.com, the Robin Gibb official website, confirmed some additional dates in november:
20.11.2010
Beirut (Lebanon) Biel Center![]()
22.11.2010
Lubijana (Slovenia), Center Stozice
In the next days it should arrive also the confirmation of a concert in Amman, Giordania (25 november), while it’s also to be announced any news about the South American dates in december.
(Source: robingibb.com)

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